neroneNERONE (54 – 68 d.C.)

Nerone nacque nel 37 d.C. da Agrippina, figlia di Germanico, sorella di Caligola e nipote di Claudio (che sposò in seconde nozze), e dal suo primo marito, tale Cneo Domizio Enobarbo. Adottato da Claudio e indicato a succedergli, Nerone si circondò inizialmente di saggi consiglieri, che riuscirono a neutralizzare la nefasta influenza che la madre pretendeva di esercitare su di lui.Tuttavia, a partire dal 62 d.C., Nerone, messi da parte i consiglieri, si diede ad ogni genere di nefandezze, tanto che venne a lui attribuita l’origine dell’incendio che nel 64 d.C. distrusse il centro di Roma. Non esistono in proposito riscontri documentali, ma è accertato che egli approfittò della distruzione per farsi erigere una dimora di straordinaria magnificenza, la cosiddetta “Domus Aurea”. Negli anni successivi, Nerone abbandonò Roma per lunghi periodi, disinteressandosi del governo e soggiornando in varie località della Grecia, alla ricerca di ispirazione artistica e letteraria per soddisfare le sue aspirazioni in quel campo, ormai divenute maniacali.La vastità raggiunta dall’Impero e la conseguente complessità dei suoi problemi di governo non potevano consentire un tale comportamento da parte dell’Imperatore e ben presto iniziarono rivolte nelle guarnigioni delle province occidentali, ciascuna delle quali proponeva il proprio comandante per la sostituzione di Nerone. La situazione precipitò in breve tempo e, deposto dal Senato e dichiarato nemico pubblico, dopo un tentativo di fuga sventato dai suoi stessi pretoriani, Nerone si suicidò, ponendo fine alla dinastia Giulio-Claudia, che aveva governato Roma dai tempi di Giulio Cesare, e aprendo le porte al primo periodo di vera crisi istituzionale dell’Impero Romano.Per quanto riguarda il governo della moneta, Nerone introduce una riforma i cui positivi effetti di stabilizzazione si protraggono per i successivi 150 anni; infatti, preso atto dell’aumento del valore di mercato dei metalli preziosi, che determinava la sparizione dalla circolazione delle monete d’oro e d’argento con gravi difficoltà agli scambi, egli riduce il peso di tali monete, lasciando invariati sia il valore nominale, sia il rapporto fra i relativi pesi.L’Aureo scende al peso teorico di gr. 7,27 e conseguentemente il Denaro d’argento a gr. 3,41, ma inizia ad intaccarsi il titolo dell’argento, che, attraverso l’introduzione di una corrispondente parte in rame, si riduce fino ad un valore prossimo a 900. Non c’è invece alcuna modificazione relativamente al Sesterzio ed alle altre monete in lega di rame di valore inferiore al Denaro.

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