costantinoCOSTANTINO (307 – 337 d.C.)

Costantino, figlio di Costanzo Cloro, uno dei due Cesari divenuto Augusto dopo l’abdicazione di Diocleziano, nacque nel 274 d.C. Morto il padre, nel 307 d.C. si proclamò a sua volta Augusto e diede vita ad un periodo di sanguinose guerre interne culminato nel 312 d.C. con la celebre battaglia ai Saxa Rubra presso Ponte Milvio alle porte di Roma. In quella battaglia, secondo la leggenda con l’aiuto divino, Costantino sconfisse Massenzio, ultimo avversario in occidente, e fece il suo ingresso trionfale in città, condividendo il potere solo più con il cognato Licinio che governava in oriente.Nel decennio successivo, egli si dedicò a consolidare il potere, introducendo importanti innovazioni, fra le quali la libertà di culto per i cristiani sancita da un famoso editto che porta il suo nome e, nel 324 d.C., attaccò anche Licinio, lo batté in battaglia, lo mise a morte e da quel momento iniziò a preparare una nuova capitale per l’ Impero, la città di Bisanzio, che, ampliata, fortificata e con il nome mutato in Costantinopoli, divenne ufficialmente sede dell’Imperatore nel 330 d.C.. Sentendo declinare le sue forze, Costantino si preoccupò di assegnare a ciascuno dei tre figli una parte dell’Impero, nella speranza, rivelatasi poi vana, di evitare guerre fratricide per la successione, e morì di malattia nel 337 d.C. all’età di 63 anni.Per quanto riguarda gli aspetti monetari del regno di Costantino, va premesso il fatto che il decentramento del potere favorito dalla riforma costituzionale di Diocleziano aveva accentuato la tendenza all’autonomia di ogni provincia, con emissioni locali difficilmente inquadrabili in un quadro generale razionale.Le monete più significative del periodo costantiniano sono le seguenti:- una moneta d’oro, denominata Solido, del peso teorico di gr. 4,54, caratterizzata dall’essere molto più sottile, ma di diametro maggiore rispetto all’Aureo di Diocleziano;- una moneta d’argento del peso teorico di gr. 3,41 come l’Argenteo di Diocleziano, ma anch’essa più sottile e di diametro maggiore, denominata Siliqua;- una moneta di bronzo priva di tracce argentatura, che, partendo dai valori del Follis di Diocleziano, scese progressivamente di peso e di diametro fino a raggiungere i valori minimi di gr. 1,7 e di mm. 15 e che, come per Diocleziano, la tradizione numismatica ha definito, a seconda delle dimensioni, “Follis” ovvero “Follis Ridotto”.

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