brutoBRUTO (42 a.C.)

Bruto nacque intorno all’anno 85 a.C. e parteggiò per gli oppositori di Giulio Cesare nella sanguinosa lotta per il potere che ne vide il trionfo. Essendo tuttavia molto apprezzato dallo stesso Giulio Cesare, egli, conquistato definitivamente il potere, gli conferì importanti cariche pubbliche e, secondo una tradizione peraltro priva di riscontri, lo adottò. Ma Bruto, insofferente per il potere accumulato da Giulio Cesare e per il desiderio di ripristinare l’ordine costituzionale repubblicano, fu tra i promotori della congiura contro di lui ed anzi, secondo la tradizione anche in questo caso priva di riscontri certi, partecipò personalmente alla sua uccisione. Costretto a fuggire da Roma insieme agli altri congiurati dalla reazione dei seguaci di Cesare, fu da essi inseguito sino in Macedonia ove, battuto definitivamente sul campo nella famosa battaglia di Filippi, si suicidò nel 42 a.C.Le monete che riportano il nome di Bruto, coniate tutte nel 42 a.C. in zecche itineranti che seguivano i movimenti dell’esercito allestito dai congiurati, sono in generale molto rare, ma quelle con la sua effigie sono della massima rarità. In particolare il Denaro d’argento, oltre all’effigie al diritto, riproduce al rovescio i simboli della congiura contro Giulio Cesare e la data della sua uccisione e costituisce una delle monete in assoluto più famose, per il suo valore di testimonianza reale di un evento storico cruciale, citato e celebrato in famose opere letterarie. Non esistono invece monete in bronzo al nome di Bruto.

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