augustoAUGUSTO (27 a.C. – 14 d.C.)

Caio Ottavio, figlio di una nipote di Giulio Cesare, nacque nel 63 a.C. e, rimasto orfano di padre, fu adottato dallo stesso Giulio Cesare con il nome di Caio Giulio Cesare Ottaviano. Dopo l’uccisione del prozio, seppure ancora giovanissimo, Ottaviano prese in mano le redini del comando e, con l’aiuto di Marco Antonio e Lepido, con cui divise inizialmente il potere, annientò fisicamente e politicamente il partito degli avversari di Giulio Cesare. Negli anni successivi Ottaviano si dedicò a consolidare il suo potere personale, prima assoggettando Lepido, per rimanere padrone assoluto del campo a partire dal 31 d.C., con la sconfitta e il suicidio di Marco Antonio.L’Impero Romano come entità giuridica statuale si fa tuttavia risalire solo al 27 a.C., anno nel quale il Senato attribuì formalmente ad Ottaviano il potere assoluto, che egli di fatto già esercitava, e il titolo di Augusto.La resistenza dei Senatori a conferire poteri di tipo monarchico fu vinta dall’abilità politica di Ottaviano, che volle tali poteri solo in linea personale, salvaguardando l’impianto costituzionale repubblicano, rimasto così in vita, sia pure solo formalmente, anche con i suoi successori.Nella parte centrale della sua vita Ottaviano, ormai comunemente chiamato Augusto, operò per consolidare i confini dell’Impero, divenuti vastissimi, assicurando a Roma un lungo periodo di pace; Augusto morì nel 14 d.C. all’età di 76 anni.In un quadro di varie importanti riforme, Augusto riporta alla razionalità il sistema monetario, reso disordinato dai precedenti decenni di lotte intestine: intorno al 20 a.C. stabilisce un rapporto di valore fisso fra monete di metalli diversi, fra cui le principali sono l’Aureo (peso teorico gr. 7,79), pari a 25 Denari d’argento (peso teorico gr. 3,89) e pari a 100 Sesterzi di oricalco (peso teorico gr. 27,78). L’oricalco, l’odierno ottone, così definito per il colore che lo rende simile all’oro, era una lega contenente circa l’80% di rame e il 20% di zinco. Per effetto di questi rapporti un Denaro d’argento valeva quindi 4 Sesterzi di oricalco. Peraltro, come poi nei secoli successivi e fino alla prima metà del secolo XX, le monete d’oro e d’argento avevano un valore nominale di scambio pari al valore del metallo in esse contenuto, mentre a quelle di lega a base di rame (bronzo o oricalco) era attribuito un valore nominale convenzionale, indipendente dal valore intrinseco del metallo.

augusto_200x200_oro augusto_200x200_argento augusto_200x200_bronzo

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